“Berlino è davvero una città ribelle: ribelle al suo stesso destino. Capace di risorgere dalle proprie ceneri, di reinventarsi ogni volta, di non darsi mai per vinta. Di non morire mai.”

(dalla prefazione di Giuseppe Culicchia)

Fin dagli anni ’20 del secolo scorso Berlino si è guadagnata la fama di città ribelle e trasgressiva. Dai caffè e cabaret della Repubblica di Weimar alle provocazioni dei dadaisti, dagli squatter degli anni ’80-’90 alla scena della musica elettronica, la capitale tedesca ha saputo offrire un terreno fertile a ogni forma di capriccio e controcultura. Neanche il regime nazista e il Muro sono riusciti a sopire lo spirito anarchico della città, che ha dato prova del suo carattere sovversivo anche prima del ‘900. A Berlino personalità del calibro di Bertolt Brecht, Karl Marx, Albert Einstein, Edvard Munch, Filippo Tommaso Marinetti, David Bowie e tanti altri hanno trovato il clima ideale per esprimere il loro genio indomabile.

Intervista per Taz

Un’intervista per la serie Neu-Berlinern.

Bio

Roberto Sassi è nato a Roma nel 1986. Autore e sociologo urbano, ha scritto insieme a Teresa Ciuffoletti il libro Guida alla Berlino ribelle (Voland Edizioni, 2017). Laureato in “Società, territorio e ambiente” all’Università degli Studi di Trento, ha collaborato con il sito del magazine di geopolitica “eastwest”, occupandosi di smart cities, mobilità urbana e sostenibilità ambientale, e con “Radio Radicale”, per cui ha realizzato l’indagine giornalistica A cosa servono le classifiche sulla qualità della vita?. Ha inoltre curato una rubrica per la rivista culturale online “I Fiori del Male” ed è stato tra i fondatori del blog collettivo “Libernazione”. Dopo aver studiato a Trento e Parigi, nel 2015 si è stabilito a Berlino, dove attualmente vive e lavora.

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